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domenica 9 agosto 2009

Triangolare: come gioca il nuovo Palermo?

Ieri al Barbera ha avuto luogo la prima uscita dei rosanero davanti al pubblico palermitano, un'uscita che oltre a dare interessanti indicazioni ambientali (l'accoglienza alla squadra e a Zenga, la risposta del pubblico,etc.) ha fornito anche numerosi spunti dal punto di vista tattico. Che Palermo abbiamo visto? La squadra di Zenga almeno all'apparenza non è andata discostandosi dal modulo che Ballardini ideò lo scorso anno con eccellenti risultati: ma è solo apparenza, dato che al di là dello speculare 4-3-1-2 si sono viste idee di gioco distinte, tutt'altro che identiche. Il Palermo di Zenga almeno in questa prima uscita è sembrata una squadra differente, specie contro il Siviglia, forse l'esame più attendibile in vista della nuova stagione.
Forse anche per via della condizione atletica, si sono viste idee diverse per prima cosa per quanto riguarda il pressing: dalla soffocante pressione dell'anno scorso si è passati ad un undici che aggredisce meno la palla, con Cavani che corre un po' meno e soprattutto il trequartista, ieri Pastore, completamente slegato da compiti difensivi: molti spettatori sono senza dubbio rimasti stupefatti da come Pastore camminasse sul campo in fase di non possesso, disinteressandosi e al massimo raddoppiando sulla palla senza troppa convinzione, un atteggiamento estremamente passivo rispetto al lavoro di Simplicio nello scorso campionato. Proprio per il minor lavoro in fase di pressing il nuovo Palermo sembra giocare con un baricentro molto più basso, un gioco più accondiscente ai ritmi avversari, senza soffrire però dato che la fase difensiva sembra ben organizzata.
Si parlava di Cavani: senza dubbio sorprende come l'uruguagio ogni anno che passa giochi sempre più esterno e talvolta sempre più lontano della porta, rinforzando l'opinione di chi non lo vede come centravanti, ma più come esterno offensivo o al più come un Kuyt dei poveri in termini d'utilizzo nello scacchiere tattico.
Proprio il super-lavoro sulla fascia di Cavani sembra aver reso meno necessaria la spinta di Cassani: un'altra novità è parsa col nuovo Palermo di Zenga il minor uso dei terzini, che giocano più bloccati e salgono poco, macinando meno chilometri. Ciò favorisce una maggior chiusura in difesa: non a caso le maggiori occasioni per il Siviglia sono nate da qualche buco di Bovo al centro, mentre giocatori a cui piace attaccare sulle fasce come Capel sono stati sostanzialmente limitati con successo.
Ultimo spunti vengono dal centrocampo e da quello che sarà il cruccio del Palermo per i prossimi tre mesi: manca un regista o un giocatore che voglia giocare da regista. Simplicio non lo è più, forse non lo è mai stato e l'ha confermato iersera: a preoccupare non sono tanto gli errori in fase di palleggio, ma la scarsa personalità nell'andare incontro ai difensori e prendersi la palla, per poi organizzare l'azione secondo tempi congeniali alla squadra. Più volte ieri Bovo s'è dovuto improvvisare regista o, ancora peggio, i centrali non trovando Simplicio a cui scaricare palla hanno dovuto evitare disimpegni improbabili dando la palla dietro a Rubinho per il lancio lungo. Urge un uomo che possa fare quello che Simplicio non ha fatto ieri, anche perchè il gioco ne risente eccome. Il mercato ci dirà come il Palermo risponderà a quest'esigenza: sperando che, sfumato Dzemaili, i rosanero non ripieghino su scommesse o giocatori di belle speranze (vedi Iori) ma cerchino un giocatore che poi possa coesistere con Liverani al rientro del numero 11 rosanero.

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