ARTICOLI DEL GIORNO

- Serie A 2010/2011: Il calendario del Palermo

PALERMO: ROSANERO SU HERNANES

LE PROBABILI FORMAZIONI

LE PROBABILI FORMAZIONI
Filo diretto con la gazzetta

I gol dei rosa con D'Agostino by Gladiator987: Atalanta-Palermo

Televideo Rai

giovedì 12 marzo 2009

Champions League: Crolla definitivamente l'impero italiano?


L'Italia è fuori dall'Europa che conta. Con soltanto l'Udinese rimasta in corsa in Coppa Uefa, i motivi per disperarsi sono parecchi. E le ultime due serate di Champions ne sono state la testimonianza. Il fatto che Juventus, Roma e Inter siano uscite dopo aver fatto prestazioni comunque buone dovrebbe suonare come ulteriore campanello d'allarme. Anche se le nostre se la giocano sino in fondo e sbagliano il meno possibile non riescono ad andare avanti in Europa. E, allora, è forse il caso di cambiare qualcosa. Intanto, proviamo a vedere perché è andata così anche quest"anno.
1. MANCANZA DI FORTUNA: non si può di certo dire che essere sorteggiati contro Arsenal, Chelsea e Manchester United sia il massimo della vita. Specie se, nel caso di Roma e Juventus, si è giunti primi nel proprio girone.
2. LE NOSTRE PECCHE: la Fiorentina è parsa più che impreparata alla ribalta della Champions League, mentre la Roma è stata minata da una serie impressionante di infortuni e paga in parte l'atteggiamento troppo timoroso dell'andata e la confusione nel caso Panucci. Diverso il discorso per la Juventus, che ha lottato ad armi pari con il Chelsea ma che alla fine non ce l'ha fatta (non tutte le mosse di Ranieri sono state però perfette), e l'Inter. Qualche colpa Mourinho ce l'ha e lo Special One paga la gara non giocata a San Siro e lo schieramento iniziale di Manchester (perché tirare fuori dall'armadio Vieira?).
3. I LORO MERITI: quando si incrociano tecnici del calibro di Arsene Wenger, Guus Hiddink e Alex Ferguson il rischio di uscire è sempre grande. Forse se Scolari fosse rimasto al Chelsea almeno un'italiana ai quarti ci sarebbe
4. GLI INFORTUNI: alla Roma mancavano Cicinho, Cassetti, Mexes, mentre Totti, Vucinic, Pizarro, Aquilani e Juan hanno giocato stringendo i denti. La Juventus aveva fuori Legrottaglie, Sissoko, Camoranesi, Marchionni, De Ceglie e ha perso Nedved dopo 12'. L'Inter era priva di Materazzi e Chivu, mentre Samuel è stato recuperato solo in extremis. Serve altro?
5. IL FLOP DEI NOSTRI GRANDI: che Totti non stesse bene lo si è visto benissimo tra andata e ritorno con l'Arsenal. Che Del Piero non abbia fatto sfracelli e Trezeguet abbia concluso poco è indubbio. Che Ibrahimovic non abbia mai segnato in un match a eliminazione diretta di Champions è un dato di fatto. Senza i lampi delle stelle è dura andare in fondo.
6. FACILI ILLUSIONI: qualcuno all'estero ha parlato di complesso d'inferiorità delle italiane nei confronti delle inglesi. In realtà, il problema sembra essere un altro. Le squadre nostrane si avvicinano all'Europa con un po' troppa faciloneria, con la convinzione di poter arrivare in fondo senza problemi. E chi si era detto soddisfatto di doversela giocare con il Manchester United non ha di certo migliorato la situazione.
7. L'ETA': vedere correre come dannati i ragazzini dell'Arsenal o due fenomeni ancora in età verde come Rooney e Cristiano Ronaldo potrebbe far riflettere. Solo il Chelsea ha una età media italiana. Ma, almeno, Motta, Santon e Balotelli hanno vissuto il loro battesimo di fuoco. E questo lascia ben sperare per il futuro.
8. IL FATTORE ATLETICO: si ha ormai l'impressione che dalle nostre parti si giochi un certo tipo di calcio (tattico ma lento) e dalle altre (specie in Premier League) se ne pratichi uno dai ritmi ben più elevati. Di chi sia la colpa non si sa. Di chi siano i meriti neppure. Ma il problema rimane.
9. GLI INVESTIMENTI: il triplice confronto con le inglesi rischia di essere solo la punta dell'iceberg di un problema ben più profondo. In Premier League gli investimenti (e gli indebitamenti) sono decisamente più elevati rispetto a quelli della nostra Serie A. Alla lunga il confronto diventa insostenibile. E forse lo è già.
10. IL DECLINO: l'impero italiano si è sgretolato pezzo dopo pezzo sotto i nostri occhi. Il paragone tra gli anni Novanta e gli ultimi dieci anni è impietoso. Dal 1990 al 1999 le squadre provenienti dalla Serie A hanno portato a casa 18 coppe europee (3 Coppe dei Campioni e 8 finaliste, 7 Uefa, 3 Coppe delle Coppe e 5 Supercoppe). Dal 2000 al 2009 sono arrivate la miseria di 2 Champions League (e 4 finaliste, con l'onore di Milan-Juventus) e 2 Supercoppe. La finale di Manchester 2003 può essere davvero considerata come l'ultima gioia del nostro calcio. Adesso la retrocessione nel ranking Uefa pare il minimo.

martedì 10 marzo 2009

Lecce: A Palermo la prima di De Canio


ERA NELL'ARIA - Il Lecce ha esonerato l’allenatore Mario Beretta e affidato la squadra a Gigi De Canio. La decisione arriva all’indomani del pareggio per 0-0 dei giallorossi contro la Reggina. Il Lecce è penultimo in classifica a quota 23 punti, a +4 proprio sulla Reggina e a -1 dalle terzultime, Torino e Chievo.

SITUAZIONE DELICATA - Domenica il Lecce non è riuscito ad andare oltre lo 0-0 casalingo contro la Reggina, restando così invischiato in piena zona retrocessione e saltando l’appuntamento con il successo che manca dal 1° febbraio, quando i pugliesi si imposero in casa del Siena per 2-1. Un pari che non è piaciuto al presidente Giovanni Semeraro: «Abbiamo pareggiato anche con la Reggina e ci aspettavamo una bella vittoria - aveva detto ai microfoni di Sky -. Non sono un "mangia allenatori", non lo sono mai stato, ma abbiamo deciso di riunirci per esaminare questa delicata situazione. Prenderemo una decisione. Certamente una scossa può essere determinata dal cambio di allenatore».

E SONO SETTE - L'esonero di Beretta da parte del Lecce rappresenta il settimo cambio in panchina in serie A dall'inizio del campionato. Ecco i precedenti: Stefano Colantuono (Palermo), esonerato il 4 settembre dopo la prima giornata e sostituito da Davide Ballardini; Daniele Arrigoni (Bologna), esonerato il 3 novembre dopo la decima giornata e sostituito da Sinisa Mihajlovic; Giuseppe Iachini (Chievo), esonerato il 4 novembre dopo la decima giornata e sostituito da Domenico Di Carlo; Gianni De Biasi (Torino), esonerato l'8 dicembre dopo la quindicesima giornata e sostituito da Walter Novellino; Nevio Orlandi (Reggina), esonerato il 16 dicembre dopo la sedicesima giornata e sostituito da Giuseppe Pillon; Giuseppe Pillon (Reggina), esonerato il 25 gennaio dopo la ventesima giornata e sostituito dal richiamato Nevio Orlandi.

domenica 8 marzo 2009

Fiorentina-Palermo: le pagelle del popolo


Amelia 6: Nessun intervento di particolare entità per il portiere rosanero abile comunque a dar sicurezza al reparto.

Cassani 6,5: Ennesima prestazione più che sufficiente del terzino rosa che oltre all'impegno in fase difensiva riesce ad esprimersi in maniera pungente anche in avanti. Sfiore il gol del tre a zero con un taglio da attaccante puro.

Carrozzieri 8: Impressionante. Quando si dice, 'di testa le prende tutte', ecco si potrebbe riassumere così la prova di questo difensore di assoluta qualità. Quando non c'è si vede.

Bovo 6: La sua prova è lineare. Non commette gravi ingenuità, a parte l'intervento su Gilardino che gli costa un'ammonizione evitabilissima.

Balzaretti 6,5: La sua condizione cresce domenica dopo domenica. Rappresenta un punto di forza per questa squadra che riesce a dare il proprio contributo in tutte e due le fasi di gioco. Veloce e dinamico, affianca a tali caratteristiche una concentrazione che gli consente di prodursi in interventi difensivi di pregevole fattura.

Nocerino 6: Nel primo tempo in molti non avevano nemmeno notato che il numero 33 rosanero fosse sceso in campo. Nella ripresa la sua prestazione cresce per intensità minuto dopo minuto consentento al centrocampo rosanero di respirare in più di un'occasione.

Liverani 6: Davanti il suo ex pubblico il capitano rosa gioca una buona gara basata soprattutto dalla precisione dei suoi tocchi e dalla voglia di cimentarsi esclusivamente in giocate semplici ma efficaci. Spesso il gioco dei rosa si basa molto sul ruolo del capitano ma, nel bene e nel male, questa è una pedina fondamentale per lo scacchiere rosanero.

Guana 6: Onesta partita del numero 14 rosa che poteva anche timbrare il cartellino se solo avesse avuto un pò più di freddezza e personalità. Nella ripresa un brutto fallo di Montolivo lo fa ingrangere contro Melo ed è la sua spalla ad avere la peggio.

Tedesco s.v: L'emblema di una squadra ferita. Entra nella ripresa per dar equilibrio e tanta grinta al centrocampo rosanero.

Simplicio 7: Quando gioca così è il nervosismo che cresce dentro i tifosi rosanero che si chiedono: "perchè non gioca sempre così questo ragazzo?". Il problema non risiede nelle qualità del giocatore, che ci sono, ma nel fatto che questo sia un giocatore troppo discontinuo. Quella di oggi è una grandissima partita, ma questa grandi giornate dovrebbero verificarsi un pò più spesso.

Miccoli 7: Il suo gol suona ancora una volta la carica per i suoi e premia un ragazzo che nelle ultime settimane ha lottato da solo contro le difese avversarie. Spreca qualche occasione nel primo tempo, poi nella ripresa mette all'angolino il pallone del 2 a 0. Quando c'è è determinante, ma questa ormai è cosa nota.

Kjaer 6: Prende il posto di Miccoli e va a dar man forte alla difesa. Un girone dopo il suo esordio questo ragazzo ha fatto dei passi da gigante. Certezza.

Cavani 7: Vedi Simplicio. Una risposta sintetica che definisce al meglio la prestazione di un ragazzo che dovrebbe essere utilizzato in maniera diversa. Da seconda punta potrebbe dare senza dubbio di più.

Succi s.v: Entra in campo quando tutti i tifosi rosanero attendevano l'ingresso di Hernandez.

sabato 7 marzo 2009

La preview di Fiorentina-Palermo


La quiete dopo la tempesta. Il Palermo va a Firenze quasi in silenzio, col capo chino e la coda tra le gambe: si sa che questa non è e non sarà mai la partita del riscatto, che sconfitte come quelle del catastrofico derby non possono esser dimenticate così in fretta. Tuttavia, lo spettacolo della vita e del calcio va avanti: se ciò da un certo punto di vista può sembrare crudele, dall'altro si sa che viene sempre offerta una nuova possibilità di riscatto. Si va Firenze dunque, e si va per far risultato, cercare una parziale soddisfazione e placare l'ambiente bollente: a Firenze va una squadra in cerca di redenzione, che deve rimuovere i fantasmi rosazzurri e concentrarsi sul viola avversario. Basterà a battere la Fiorentina?Forse no, ma come si è visto Domenica scorsa, il calcio spesso è imprevedibile...





Fiorentina senza l'ex Santana e probabilmente anche senza Kuzmanovic. A queste due assenze per problemi fisici s'aggiunge la squalifica del bidone dell'anno Vargas. Formazione pressochè decisa: la saracinesca Frey proteggerà la porta, con l'aiuto di Dainelli-Gamberini al centro. Sulle fasce spazio a sinistra per Pasqual, un tempo oggetto di più di una conversazione sul mercato, e a destra per Comotto, un altro giocatore che non tanto tempo fa fu inseguito dal Palermo senza fortuna. In mezzo al campo, l'irruenza di Felipe Melo e la quantità garantita da Donadel faranno da complemento alle idee create da Montolivo. Nel reparto avanzato attorno al perno Gilardino orbiteranno Semioli, ma soprattutto Mutu.


Probabile Formazione - Frey; Pasqual, Gamberini, Dainelli, Comotto; Donadel, Felipe Melo, Montolivo; Mutu, Gilardino, Semioli.


Panchina - Storari, Kroldrup, Zauri, Jorgensen, Gobbi, Bonazzoli, Jovetic.


Indisponibili - Vargas, Santana, Kuzmanovic.




Un Palermo tutto nuovo quello che si presenta a Firenze, ma solo nel modulo. Formazione più prudente, alla luce della rinuncia agli squalificati Migliaccio e Bresciano (alla quale si aggiungono le assenze per i soliti travagli fisici di Budan e Michelidze). 3-4-1-2 dunque con davanti ad Amelia i 3 centrali Bovo, Carrozzieri e Kjaer. Balzaretti e Cassani giocheranno invece molto più alti, sulla stessa linea di Liverani e Nocerino. Davanti il solito trio con Simplicio dietro a Miccoli e Cavani. Ampiamente prevedibile comunque che questo 3-4-1-2 si trasformi, in fase difensiva, in un molto più cauto 5-3-2, con i due terzini più arretrati e Simplicio a dar una mano ai due centrocampisti puri. Un occhio particolare domani per la panchina, dove siederà per la prima volta La Joya Abel Hernandèz.


Probabile Formazione - Amelia; Kjaer, Carrozzieri, Bovo; Cassani, Nocerino, Liverani, Balzaretti; Simplicio; Cavani, Miccoli.


Panchina - Ujkani, Cossentino, Savini, Guana, Tedesco, Hernandez, Succi.


Indisponibili - Bresciano, Migliaccio, Budan, Michelidze.

giovedì 5 marzo 2009

Sampdoria-Inter 3-0: Il Palermo dice addio alla coppa Uefa


La Sampdoria si aggiudica il primo atto della semifinale con l'Inter infliggendo ai campioni d'Italia una sonora lezione. Un risultato maturato nel primo tempo che descrive perfettamente l'atteggiamento superficiale dei nerazzurri autori di una prova disastrosa. Una sconfitta senza attenuanti per l'Inter, una grande impresa per la Samp che passa con Cassano e mette in cassaforte il risultato con la doppietta di Pazzini. Abile nel gioco sulle fasce con i raddoppi, sempre pronta a trovare il varco giusto per Cassano e Pazzini, la formazione ligure sfrutta i clamorosi errori della difesa nerazzurra, puntalmente beffata dalla velocità dei blucerchiati. Come al 9', allorché Cassano recupera palla su un buco di Rivas e supera Toldo con un pallonetto. La reazione interista non è lucida. Ma è solo Samp; tanta Samp. Che raddoppia al 30' con Pazzini, pronto a raccogliere di testa la palla prolungata nel mucchio da Raggi. L'Inter è annichilita e fatica a entrare in partita, concedendo troppo ai padroni di casa; anche a centrocampo dove l'esperienza di Zanetti e Vieira dovrebbe fare la differenza. Ma non è proprio serata e a pagarne le conseguenze sono i giocatori meno dotati come Muntari, capace di regalare praterie a Cassano che non sbaglia un colpo. Bellissimo quello al 42' per Padalino che mira il primo palo; Toldo respinge, Cordoba non riesce a spazzare e indisturbato Pazzini scarica in porta per il 3-0. La formazione nerazzurra tenta di reagire. Ci provano Obinna, inserito al posto di Balotelli, e soprattutto Crespo che rileva Mawell. L'argentino ingaggia un duello personale con Castellazzi che si supera almeno in due occasioni. Ma è troppo tardi: la Samp non perde la testa e porta a casa un risultato tondo tondo che solo un atto folle potrebbe privarla della finale il prossimo 22 aprile. Il 3-0 non ammette repliche e allo stesso tempo mette praticamente il punto sugli obiettivi stagionali del Palermo di Ballardini. Se una delle finaliste di Coppa Italia non dovesse centrare in campionato la qualificazione ad una coppa europea, automaticamente pur perdendo il trofeo, si aggiudicherebbe un posto in Uefa. Ecco perchè nel caso in cui Juventus ed Inter, fossero riuscite ad andare in finale, dato che queste due formazioni con tutta probabilità si qualificheranno alla Champions League, si sarebbe liberato un ulteriore posto per la qualificazione alla coppa Uefa. In quel caso sarebbe stata la settima classificata di A a beneficiare di tale combinazione di risultati. Con la Samp ad un passo dalla finale, i blucerchiati sono ad un soffio anche dalla Uefa ed in tal modo solo il quinto e sesto posto consentiranno l'approdo alla seconda competizione europea. Questi due posti probabilmente andranno a due tra Fiorentina, Roma e Genoa, che al momento stanno lottando per il quarto posto. Il Palermo è ad otto punti dalla Roma e a miglia e miglia di distanza sotto il profilo della levatura tecnica della rosa e della continuità di risultati, quindi ecco che l'obiettivo Europa, dopo questa seconda semifinale, diventa un miraggio.

martedì 3 marzo 2009

Hernandez finalmente in campo

E' passato oltre un mese ma alla fine ce l'ha fatta: Abel Hernandez è oggi sceso in campo per il suo primo allenamento col Palermo. Probabilmente il clima non sarà stato quello sognato a lungo dalla punta uruguaiana, così come il campo d'allenamento poco assomiglia a quello che Hernandez s'aspettava di calcare per la prima volta: non il Tenente Onorato ma il ben più mesto ambiente del ritiro rosanero di Coverciano. Ma l'importante è che il giocatore abbia comunque partecipato alla seduta, dopo tanti impendimenti: a inizio Febbraio il Sudamericanino, dove ha giocato alla grande non solo da titolare, ma anche cambiando le partite subentrando dalla panchina; nella seconda metà di Febbraio le visiste mediche e gli interventi per eliminare ogni rischio, data l'aritmia che aveva tormentato la "Joya" già in Uruguay, durante la sua permanenza al Penarol.
Oggi è il giorno di Hernandèz dunque: la speranza è che la punta della Celeste Under 20 impressioni subito lo staff tecnico, e che soprattutto si guadagni, sgomitando, quello che è sempre stato negato a Levan Michelidze: una chance concreta da titolare. Hernandèz probabilmente non sarà il salvatore della patria ed è un investimento futuro, ma è meglio che possa dare un contributo da subito: ciò per non aumentare i rimpianti di Gennaio dei tifosi rosanero, che hanno visto la società usare appositamente per lui un visto, spendibile tra l'altro per un giocatore come Sosa che avrebbe fatto comodo per il centrocampo (potendo giocare sia nel ruolo di Bresciano che in quello di Simplicio).
Nella mestizia generale, è il momento della Joya, sperando che possa farci vedere anche un po' di rosa in un periodo nero. Sperando che colpisca magari già contro la Fiorentina, come fece all'esordio, forse ingannando tutti troppo a lungo sulsuo vero valore, il suo connazionale col numero 7...

lunedì 2 marzo 2009

Il trio che zavorra i rosanero

Ormai anche chi cercava di negare l'evidenza ha dovuto arrendersi: il Palermo ha tre pedine che zavorrano questa squadra da mesi e mesi in maniera fin troppo evidente.
BRESCIANO: Dal natale 2006 ha smesso di essere un giocatore di qualità e che possa far compiere il salto di qualità al Palermo. Nel corso del girone di andata di quell'anno tutti videro un centrocampista veloce dinamico ed in grado di impensierire qualsiasi difesa. Da due anni il pubblico palermitano ha davanti un centrocampista che stoppa il pallone e lo appoggia al compagno vicino, oltre che impegnarsi a guadagnare cartellini gialli e spesso anche rossi. La sua presenza in campo a volte è irrilevante e spesso questo calciatore non riesce ad entrare in partita. A Genova ha messo in rete due palloni a porta vuota e questa per molti doveva essere la prova della svolta. Non è stato così ed oggi il Palermo continua a puntare, speriamo solo per mancanza di alternative, su un calciatore che non incide e che non è adatto, ormai da tempo, ad una realtà come Palermo. A gennaio questa era forse l'emergenza più grande: portare in rosanero un centrocampista di qualità in grado di prendere il posto di un giocatore a tratti inesistente. Anche contro il Catania è riuscito a far danni, così come gli errori clamorosi contro Lazio e Roma. E' inconcepibile come si possa ritenere un fantasma una colonna della squadra.
SIMPLICIO: Per molti è l'ago della bilancia che dà equilibrio a questa squadra. Quando si avanza una tesi di questo tipo non si può ignorare un dato di fatto assoluto. Simplicio da due anni, così come l'altro "pezzo pregiato" proveniente da Parma, gioca in maniera assolutamente discontinua. Nel corso di questa stagione in molti avevano gridato al miracolo escludendo un piccolo dettaglio: il brasiliano ha giocato discretamente solo nelle gare interne ed ultimanete ha iniziato a latitare anche davanti le mura amiche. Al di fuori del Barbera il suo apporto alla squadra è stato inesistente. Lento, impreciso ovviamente la sua poca incisività ha fatto si che il rendimento di questa squadra calasse insieme al suo e a quello dei soliti noti. A due anni dal suo arrivo in rosanero il Palermo, che adesso con Ballardini fa del trequartista un ruolo fondamentale, in estate dovrebbe cercare di portare a casa un numero 10 di qualità. Un centrocampista offensivo di sicuro affidamento che non alterni una prova positiva a otto prove decisamente deludenti. O siamo noi maghi o c'è chi oscura la realtà. Speriamo che tutti aprano gli occhi.
CAVANI: Quando si parla di questo attaccante tutti rispondono a qualsiasi tipo di critica dicendo: "Però corre tanto ed è generoso". Ora, se si stesse parlando di un esterno o di un terzino, il discorso non farebbe una piega. Ma quando costruisci sei-sette palle gol a domenica e una dopo l'altra vengono clamorosamente fallite, allora la generosità deve essere messa da parte. Questo ragazzo può fare benissimo come esterno alto o come attaccante esterno in un attacco a tre, ma non ha la freddezza per poter giocare da prima o addirittura seconda punta. Non riesce e stoppare e far salire la squadra ed in area di rigore la sua presenza non è quella della boa. Un attaccante da Palermo non può timbrare il cartellino solo se vengono create dieci palle gol. I veri bomber riescono a sfruttare anche le minime occasioni. Nel corso della gara con la Juventus tutti hanno potuto notare la triste veirtà. Ad Amauri sono bastati pochi minuti per incidere pesantemente sul match. Il club rosanero in estate ha puntato su De Melo ed in seguito su Cavani come post-Amauri e tutti avevano capito sin da subito che nessuno dei due poteva ricoprire quel ruolo. Il Palermo ha capito di dover correre ai ripari a sei giorni dalla fine del mercato, al termine della clamorosa sconfitta rimediata contro il Ravenna. Al termine della sessione estiva del mercato il club rosanero ha portato a casa Succi, un ragazzo d'oro e di grande generosità che però non poteva e non può occupare un ruolo importante in questa squadra, come è stato dimostrato ampiamente anche in questi mesi. Cavani non è una prima punta, nelle gare esterne è praticamente assente ed il Palermo di questo ne risente. La soluzione per questa situazione, che si spera sia temporanea, potrebbe già essere in casa. Purtroppo Levan Mchedlidze è stato impiegato pochissimo nonostante in un'ora di campionato abbia dimostrato di essere un vero centravanti. Tutte queste parole non vengono fuori a causa di una sconfitta isolata, chi ha letto in questi mesi le pagelle del popolo ha potuto constatare come questa nostra tesi sia in piedi da prima dell'inizio della stagione. Il Palermo spesso gioca in otto e questa è una verità assoluta.
Pazzini ha deciso di andare alla Sampdoria: chi da "neutrale" potrebbe dargli torto? A Genova va in una società con un progetto reale e concreto. In un club che guarda prima agli obiettivi tecnici che all'incasso economico derivante dalle cessioni.
Sono andati via Amauri, Zaccardo e Barzagli e sono arrivati Succi, Raggi e Dellafiore, tra gli altri.
I tifosi rosanero forse, dopo una giornata tristemente indelebile come quella di domenica, iniziano ad aprire gli occhi??

domenica 1 marzo 2009

Palermo - Catania: le pagelle del popolo


Amelia 4,5: In occasione del primo gol non poteva nulla. Il secondo era un tiro debole che ha sfiorato col piede, il terzo è meglio non commentarlo.


Cassani 5: Spaesato e timido come tutti i compagni.


Succi 6: Riesce a vincere tutti i duelli aerei, peccato che la situazione dell'attacco di questa squadra è desolante.


Bovo 4,5: Consente a Morimoto di non essere pescato in fuorigioco in occasione del secondo gol. Distrattamente lo tiene in gioco di un metro.


Kjaer 6: E' impreciso come molti compagni, ma almeno ci mette il cuore.


Carrozzieri s.v: Entra nella ripresa al posto di Kjaer.


Balzaretti 7: Gioca da solo contro il Catania. La sua prestazione riesce a venire ancor di più a galla data l'incomprensibile prova dei compagni. Gli applausi di fine gara riservati al numero 42 rosanero sono assolutamente meritati.


Liverani 4: Viene bloccato da Baiocco ed è come se non fosse mai sceso in campo. Svogliato, lentissimo e nervoso.


Migliaccio 6,5: Così come Balzaretti lotta come un leone e sfiora anche il gol. Purtroppo in due contro undici non si può vincere.


Tedesco 6: Lotta e corre in venticinque minuti più di quanto diversi compagni non abbiano fatto in tutta la gara. Palermitano e si è visto.


Bresciano 3: La povertà di organico di questa squadra e la panchina incredibilmente modesta hanno consentito a questo giocatore di proseguire la sua parentesi in rosanero. Che quello di oggi sia stato l'epilogo. Lo speriamo col cuore.


Simplicio 4: Un fantasma come spesso accade. E' incredibile come in molti ritengano questo elemento insostituibile e fondamentale. Basta.


Miccoli 5,5: L'unico in grado di inventare qualcosa, ma non è facile giocare da soli contro quattro difensori.


Cavani 4: Ritenere questo "attaccante" insostituibile e fondamentale per i meccanismi di questa squadra è una tesi eccessiva che oscura la realtà dei fatti. Se i pali venissero spostati all'altezza della due bandierine forse timbrerebbe più spesso il cartellino. Si spera che Mchedlidze ed Hernandez siano utilizzati presto e con frequenza.


(Rosetti ha pesantemente influenzato l'incontro ma questa squadra non è scesa in campo con uno spirito degno di un derby. Addossare al direttore di gara tutte le colpe per una sconfitta così pesante è una scusa sin troppo scontata).

Zamparini: "Sabatini in scadenza, rinnovo? Vedremo..." In base a questi due anni di operato, vorresti ancora Sabatini come ds del Palermo?

contatore quanti e da dove