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- Serie A 2010/2011: Il calendario del Palermo

PALERMO: ROSANERO SU HERNANES

LE PROBABILI FORMAZIONI

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I gol dei rosa con D'Agostino by Gladiator987: Atalanta-Palermo

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mercoledì 18 giugno 2008

Arda Turan, il nuovo golden boy del calcio turco


a cura di,
Gabriele Pileri

Il Palermo, come ci ha abituato in questi anni di militanza in serie A, continua ad essere anche in questa sessione di calciomercato la società più attiva con cessioni pesanti, ma al contempo con acquisti che promettono di tenere alto il livello della squadra. Ecco che allora potrei proporre un giocatore che si è messo in mostra nel corso del campionato europeo che si sta svolgendo in questo mese, si tratta del nuovo talento turco Arda Turan. Classe ’87, è cresciuto nelle giovanili del Galatasaray. Nella stagione 2005/2006 è stato ceduto in prestito al Vestel Manisaspor, totalizzando 15 presenze e 2 gol e giocando nel ruolo di terzino destro nonostante nasca come ala offensiva. Successivamente fa ritorno alla “squadra madre” ed al termine della stagione 2006/2007 è stato premiato dalla stampa e dal pubblico come la rivelazione della stagione. Nella sua carriera, anche due gol in Champions League sempre con la squadra turca contro i cechi dell'FK Mladá Boleslav. Turan pur avendo solo 21 anni vanta già una discreta esperienza in campo internazionale, in quanto ha preso parte a ben 9 delle 12 partite di qualificazione ad Euro 2008 della sua nazionale, e ciò potrebbe rendere meno difficoltoso del solito un suo inserimento nel nostro campionato, che al contempo lo farebbe crescere dal punto di vista tattico e caratteriale. Protagonista della rocambolesca partita contro la Repubblica Ceca il talentino turco è un’ala sinistra offensiva in grado di mandare in visibilio il pubblico, un elemento dotato di un’ottima tecnica che gli permette di puntare l'uomo con grande facilità. Palermo sarebbe un’ottima piazza per questo giocatore, il suo innesto potrebbe portare maggiore peso in attacco e soprattutto, viste le sue doti tecniche da “giocoliere” potrebbe riportare sugli spalti del Barbera quell’entusiasmo che Amauri regalava con un doppio passo o una discesa perentoria. Rino se come penso, serve un po’ più di qualità in attacco, allora vai ad Istanbul…

mercoledì 28 maggio 2008

Felipe Dias da Silva Dalbelo

a cura di,
Alessandro Castellese

Felipe Dias da Silva Dalbelo è nato a Guaratinguetá, il 31 luglio del 1984. Fin da bambino, Felipe sognava di figurare nel calcio che conta: suo padre, infatti, militava in una compagine brasiliana di serie B, ma dovette precocemente cessare l'attività per un grave infortunio di gioco al ginocchio. Dopo aver giocato fino a 13 anni a calcio a 5, come molti suoi connazionali, decide di dedicarsi al calcio a 11 e a 15 anni Manuel Gerolin, coordinatore degli osservatori friulani, lo porta ad Udine per dargli una chance nelle giovanili dell'Udinese. Il 6 aprile 2003 fa il suo esordio in serie A in Chievo Verona-Udinese (3-0) ed in questa prima stagione gioca altre 3 partite. Nel campionato successivo totalizza 16 presenze, ma solo nel 2004/05 diventa titolare, giocando 31 partite e si riconferma nel campionato 2005/06 con 35 presenze complessive e l'esordio in Champions League, durante la quale segna una rete al Barcellona. Nel 2007/08, sempre in maglia bianconera, scende in campo solo 22 volte in quanto una distorsione alla caviglia sinistra, con interessamento dei legamenti, lo blocca nel finale di campionato. Senza dubbio stiamo parlando di un grande difensore. Felipe è un centrale difensivo d'altri tempi, in quanto all'aggressività che deve contraddistinguere un difensore, affianca un'innata eleganza nei movimenti che lo contraddistingue anche nelle fasi più concitate di gioco. Puntuale, preciso, tecnico, il centrale dell'Udinese potrebbe essere destinato a grandi palcoscenici, ma visto il suo attuale ingaggio annuo di 350.000 euro, il Palermo potrebbe proporgli un contratto fino ad un milione di euro superiore a quello attuale, compensando un'eventuale opposizizone dell'Udinese alla trattativa, nel caso in cui i friulani considerassero i rosa una società di eguale caratura. Come espresso in precedenza, considerando la spina dorsale di un ipotetico nuovo Palermo, costituita da Abbiati tra i pali, Liverani come regista, Miccoli sulla trequarti e Borriello centravanti, l'ultimo tassello sarebbe proprio il difensore brasiliano. Cinque pilastri di tale caratura costituirebbero l'ossatura fondamentale attorno al quale a quel punto si costruirebbe davvero un grande Palermo, senza il rischio di effettuare velleitari voli pindarici. Rino, prima di puntellare, si devono costruire i pilastri, attorno ai quali far crescere l'intera struttura...Di pilastri ne stanno andando via tre, si devono ricostruire...inizia dalla difesa. Inizia da Felipe.

lunedì 26 maggio 2008

Mamadou Niang


Mamadou Niang è nato a Matam, in Senegal, il 13 ottobre del 1979. Niang si avvicina molto presto al calcio, ma la sua vita si sposta in tutte altre strade dopo due anni poco fruttuosi alle giovanili del Le Havre. Al termine di questi, all'età di 18 anni, Niang decide di abbandonare il calcio. Un anno più tardi, dopo una stagione nella Divion d'Honneur (DH) con il Saint-André-les-Vergers, Alain Perrin, allenatore del Troyes, consigliato da Carlos Lopez, che aveva allenato al Le Havre Niang, decide di rilanciarlo integrandolo nella squadra primavera del Troyes. Nel gennaio 2003, Niang passa con la formula del prestito in Ligue 2 con il Metz di Jean Fernandez. In 6 mesi in terra lorena, facendo coppia con Emmanuel Adebayor, dimostra tutte le sue qualità, facendosi conoscere al grande pubblico. Sarà artefice della grande rimonta del Metz fino alla promozione in Ligue 1, totalizzando un bottino di 5 gol in 12 presenze. Dopo una stagione nello Strasburgo, Niang si trasferisce all'Olympique Marsiglia per 7 milioni di euro. Sin da subito diviene punta di diamante dell'attacco marsigliese: segna, infatti, 10 gol nella stagione 2005-2006, quella del suo debutto con la maglia dell'Olympique. In questa stessa stagione, non riesce ad aggiungere la Coupe de France nel suo palmarès, a causa della sconfitta patita in finale contro il PSG. Nella stagione 2006-2007 si consacra come miglior marcatore e miglior assist-man dell'Olympique Marsiglia, con 12 gol e 7 assist. Con la squadra marsigliese, gioca anche in Coppa UEFA e Champions League, segnando anche gol importanti. L'attaccante della nazionale senegalese ( 27 presenze, 13 reti) è una punta pressocchè completa. Niang ha indubbiamente delle doti fisiche fuori dal comune; una velocità devastante che fa dell'accelerazione nei primi venti metri la sua arma migliore ed una potenza muscolare che gli permette di staccare da fermo per oltre 45 cm. Se a tali doti si va ad affiancare una tecnica sopraffina ed un senso della posizione da rapace dell'area di rigore, si capisce bene che Niang è un giocatore di classe internazionale. Ha già calcato palcoscenici importanti come quelli della champions league e dei mondiali nippo-koreani, e quindi porta con se un bagaglio di grande esperienza. Classe 79' come Fabrizio Miccoli, rappresenterebbe non solo una certezza, ma un vero e proprio colpo di mercato di livello europeo, in quanto siamo del parere che è un giocatore che per le qualità che si ritrova avrebbe dovuto meritare contesti ben più importanti della Ligue 1. L'OM ha puntato su di lui dopo la partenza per la folle cifre di 40 milioni di euro di Didier Drogba al Chelsea, e Mamadou ha ripagato la fiducia affidatagli con 41 gol in 113 presenza con la maglia marsigliese. Insomma si sta parlando di uno dei centravanti più completi del panorama europeo, alla grande tecnica e freddezza sottoporta che lo accomuna con altri centravanti importanti, Niang affianca delle qualità fisiche che lo rendono uno dei migliori attaccanti africani dell'ultimo decennio. Rino se vuoi stupire il paese, vola a Marsiglia e torna con Mamadou.
(vi proponiamo un video con i migliori gol dell'attaccante marsigliese http://it.youtube.com/watch?v=fKidHvR4XFA )

venerdì 23 maggio 2008

Ecco a voi "el Principe" Diego Milito

a cura di,
Gabriele Pileri

Quante volte si è sentito o letto “Cavani è il futuro del Palermo” oppure “Cavani è il giocatore che prenderà il posto di Amauri”? Bene, allora perchè parlare ancora di prime punte, quando invece si può puntare su Cavani e concentrarsi verso un reparto, che a mio avviso, è molto spoglio di scelte? Parlo delle seconde punte o attaccanti di movimento. Siamo a corto di seconde punte, visto che tutti sappiamo che all'infortunio di miccoli, ad esempio quast'anno, ci siamo ritrovati il solo amauri lì davanti a dover sostenere tutto un intero reparto. Rischiare di caricare di certe responsabilità un attaccante che deve dimostrare il suo valore come Cavani, secondo me è controproducente per il giocatore stesso e per la stagione della squadra. Per questo potrei proporre Diego Milito, valido attaccante, che ha militato (scusate il gioco di parole) nel Real Saragozza nella stagione appena conclusa, purtroppo retrocedendo, ma chiudendo il campionato con un dignitoso bottino di gol all'attivo. Sarebbe una valida alternativa a Miccoli o Jankovic e , a mio parere, può tranquillamente giocare con uno dei due giocatori appena citati, alle spalle di Cavani, per garantire maggiore fantasia nel reparto offensivo. Inoltre, non disputando la coppa Uefa, si può finalmente puntare alla coppia Italia, competizione che secondo me è alla portata del Palermo. Perchè si sa che le grandi, almeno fino ai quarti, la snobbano. Vedi il Catania che è riuscito ad arrivare alla semifinale. Se, invece, il Palermo avesse a disposizione un organico numeroso, con validi ricambi, allora è possibile andare avanti per puntare a questo trofeo. Milito è un giocatore che con le caratteristiche che si ritrova, ed i movimenti che lo caratterizzano, può consentire un maggiore turn over durante il campionato, per dare riposo in maniera equa ai giocatori della rosa. È anche un giocatore che conosce molto bene il nostro campionato, quindi il dubbio “ma saprà giocare in italia?” non si pone, visto che ha giocato nel Genoa dal gennaio 2004. Con questa squadra ha disputo due campionati di Serie B: nel 2003/2004 con 12 gol in 20 partite, e nel 2004/2005, 21 le reti in 39 presenze. Anche in spagna Milito si è fatto conoscere con i suoi gol: con il Real Saragozza, totalizzando 101 presenze, realizzando 53 gol. I numeri parlano di un giocatore di alto livello, il video che vi propongo (http://it.youtube.com/watch?v=yf1Hcy7tly8&feature=related) parla di un giocatore veloce, freddo sotto porta e dal dischetto, dotato di una buona tecnica: un giocatore da Palermo perchè è la piazza giusta per uno come lui. E sicuramente, il fatto che la sua squadra sia retrocessa, non dovrebbe fare lievitare il suo ingaggio e il suo prezzo. Rino ecco un nome che ci potrebbe consentire di fare quel benedetto salto di qualità… lo chiamano “el Principe” e regna su Saragozza…

giovedì 22 maggio 2008

Pareri del popolo rosanero: L'ideale Palermo 2008/2009

Ogni estate si ipotizzano per la propria squadra del cuore miriadi di possibili combinazioni circa la formazione titolare che dovrà affrontare l'imminente stagione che è alle porte. Anche se è un pò presto noi del popolo rosanero analizzando le carenze di quest'ultima stagione dei rosa potremmo già sbilanciarci su quale Palermo vedremmo con entusiasmo nel corso della nuova stagione.
Amelia
Behrami Loria Carrozzieri Balzaretti
Migliaccio Liverani Nocerino
Miccoli Jankovic
Borriello
Il modulo è quello che sicuramente in questi anni si è dimostrato come il più adatto alle caratteristiche dei giocatori giunti a Palermo. Ma in questa nuova formazione c'è un motivo principale per cui questo è il modulo più adatto. Acquisendo Antonio Nocerino nell'ambito della cessione di Amauri, ed avendo già in rosa una certezza come Giulio Migliaccio, sarebbe veramente un sacrilegio dover rinunciare ad uno dei due senza provare a farli giocare insieme, sopratutto in un nuovo Palermo che ha assoluto bisogno di un regista. Quindi la scelta su cui potrebero essere poste le basi della nuova squadra è proprio un centro campo a tre, con due interditori come Migliaccio e Nocerino (anche se quest'ultimo riesce a svolgere entrambe le fasi in maniera più completa di Migliaccio) che ruotano attorno e sostengono un regista di assoluta qualità come Liverani, o un sogno come Inler. In porta nel panorama nazionale Amelia, nonostante la stagione disastrosa del Livorno, è il portiere alla portata del Palermo che può garantire maggiore affidabilità. In difesa l'unica vera certezza tra i confermati a nostro avviso è Balzaretti, che è riuscito a colmare quel vuoto lasciato da Fabio Grosso dopo la sua partenza. A completare il reparto sarebbe perfetta una coppia di mastini centrali come Loria e Carrozzieri che nell'immaginario collettivo andrebbero ad essere i due veri padroni del gioco aereo, infatti questi due difensori sono sicuramente due tra i cinque migliori colpitori di testa del campionato, e non sembra improbabile che qualsiasi attacco avrebbe qualche difficoltà a spadroneggiare sulle palle alte trovandosi davanti una coppia del genere. Sulla deatra andrebbe ad esserci uno dei grandi acquisti dei rosa Valon Behrami, giocatore in grado di far fare un grosso salto di qualità alla difesa rosa, ed in grado di svolgere sulla corsia destra sia la fase di copertura che quella offensiva. Avendo già citato il centrocampo a tre, definendolo come la base su cui costruire il nuovo Palermo, passiamo sulla trequarti dove andrebbero ad agire due giocatori che nel caso in cui acquistino continuità potrebbero insieme, a sostegno di un centravanti, diventare davvero devastanti ed imprevedibili, Miccoli e Jankovic ( certo al posto di uno dei due chi non avrebbe voluto Giovinco...) Ed infine il più grande punto interrogativo dell'estate rosa.... il post Amauri. Sostituire un attaccante del genere con un elemento di pari valore sembra praticamente impossibile, ma è ovvio per noi tutti che non si può puntare su una "scommessa" col rischio di dover poi correre ai ripari a gennaio dopo tre mesi di assoluta sterilità, in un ruolo così delicato. Ad oggi il centravanti per la maggior parte dei tifosi è il ruolo su cui ci vorrebbe qualche certezza in più. Per tale ragione la scelta giusta potrebbe essere quella di Borriello, o come alternativa Lucarelli o il forte senegalese dell'Olimpique Marsiglia Mamadou Niang, che a nostro parere seppur non conosciutissimo è uno dei migliori centavanti d'Europa. Insomma volendo dare i numeri ipotizziamo in conclusione che:
- Amelia 7 milioni (inserendo qualche contropartita)
- Behrami 8 milioni (inserendo qualche contropartita)
- Loria 4 milioni
- Carrozzieri 5 milioni
- Liverani parametro 0
- Nocerino costo 0 nell'ambito della cessione di Amauri
- Borriello la metà, 8 milioni
In totale (avendo lievemente ragionato per difetto) con 32 milioni di euro si potrebbe costruire quello che noi ci sentiamo di chiamare un ottimo Palermo. Sottolineando come con le cessioni di Zaccardo, Barzagli ed Amauri entreranno nelle casse palermitane circa 30 milioni di euro, la nostra ipotesi ci sembra più che fattibile e di grande qualità. Insomma ragazzi, da qui si parte e non c'è dubbio che sarà una lunga estate di calciomercato...ma noi qualche idea ce l'abbiamo già...via con le ipotesi e le formazioni...

Gokhan Inler


Gökhan Inler è nato il 27 giugno del 1984 a Olten in Svizzera da genitori turchi, infatti è di nazionalità svizzera ma detiene anche il passaporto turco. Cresce nell'FC Olten, passando nel 1998 all'FC Soletta dove, allenato da Urs Maier, gioca talmente bene che viene acquistato dal Basilea. Non viene preso in considerazione però da Christian Gross, manager dei rossoblu, e nemmeno a Sciaffusa trova spazio. Nell'estate del 2004 si presenta al Fenerbahçe, squadra turca in ritiro nella vicina Germania, che gli fa firmare un contratto di quattro anni ma, per scelta dell'allenatore Christoph Daum, non entra a far parte della squadra campione di Turchia e viene invitato a lasciare il club. Ritorna così in Svizzera tra le file della seconda squadra di Basilea, che gioca nella Prima Lega svizzera, con cui disputa solo 3 gare e nel gennaio del 2005 viene acquistato dall'FC Aarau, con cui finalmente trova il giusto spazio e debutta in Axpo Super League il 20 marzo 2005, rimanendovi fino al gennaio 2006 quando passa allo Zurigo. Nell'estate 2007 firma un contratto con l'Udinese fino al 2012. Ancora una volta la società friulana ha fatto centro, scoprendo un semi sconosciuto ragazzo, che nel corso di questa stagione si è rivelato uno dei migliori registi del campionato e forse la più grande rivelazione della stagione. Se dovessimo dare a questo talento un aggettivo senza dubbio la scelta ricadrebbe su "elegante". Anche nel passaggio più semplice fa intravvedere grande sicurezza e personalità, forte di grandi doti tecniche e caratteriali. Un regista che riesce inoltre ad esprimersi a buoni livelli in fase di interdizione e di finalizzazione della manovra, un elemento che sicuramente andrebbe a colmare delle grosse lacune riguardanti tale ruolo in una rosa come quella del Palermo. Sicuramente Inler oggi vale almeno 8-10 milioni di euro, ma non c'è dubbio che per un giovane di così grande valore non sarebbe una spesa folle, sopratutto se come si dice ai quattro venti si vorrebbe fare un netto miglioramento, come manifestato in questi giorni dalla dirigenza rosanero. Insomma Inler sarebbe l'acquisto di cui forse ad oggi il Palermo ha più bisogno, in un ruolo come quello del regista che è stata la più grande mancanza della stagione rosa 2007/2008. Liverani è di certo un ottimo regista, ma Inler dalla sua ha 8 anni in meno, e grandissimi margini di miglioramento in più. Rino se veramente si vuole fare il salto di qualità, allora fai uno sforzo ed investi su Gokhan...

martedì 13 maggio 2008

Pasquale Foggia

a cura di,
Andrea Trovato

Pasquale Foggia nasce a Napoli il 3 giugno 1983. E’ nella sua città che muove i primi passi con il Cral Banco, prima di essere notato dal Padova e ceduto dagli stessi patavini al Milan. A Milano però, non vede mai la prima squadra e viene mandato a fare esperienza a Treviso, in serie B, dove è Mauro Sandreani a farlo esordire nella stagione 2000/2001. Gioca in Veneto anche le due stagioni successive in serie C1, facendo intravedere delle ottime potenzialità, tanto che è l’Empoli a prenderlo nel 2003. In Toscana arriva il suo esordio in serie A e alla fine il bottino è di 19 presenze e 1 goal. Nell’inverno del 2005 passa al Crotone in serie B dove colleziona 15 presenze e 1 goal. Nella stagione 2005/2006 torna in serie A, al neopromosso Ascoli, dove a volerlo è Marco Giampaolo, tecnico che gli darà la giusta visibilità. “Pasqualino” infatti è il massimo artefice della sorprendente salvezza dei marchigiani grazie a 4 reti in 34 presenze, ma soprattutto grazie alle innumerevoli ottime prestazioni e ai tanti assist regalati al pubblico del “Del Duca”. L’ottima stagione in bianconero gli vale la convocazione nell’Italia Under 21 di Claudio Gentile per gli Europei di categoria, dove gli azzurrini saranno però eliminati al primo turno.In estate torna al Milan, ma anche questa volte viene ceduto in prestito alla Lazio nel corso dell’operazione che porta Massimo Oddo ai rossoneri. All’inizio della stagione in corso Giampaolo lo rivuole ai suoi ordini e lo porta a Cagliari. Il gioiellino napoletano inizia alla grande, gioca bene e segna. Donadoni lo convoca nella Nazionale maggiore e lo fa esordire durante il secondo tempo nel 2-0 alla Georgia. Dunque, Foggia si conferma come uno dei giovani più interessanti del calcio italiano, che sia schierato da trequartista o centrocampista esterno mette in mostra rapidità, dribbling letale negli spazi stretti, visione di gioco e un sinistro telecomandato. Per la prossima stagione servirebbe una squadra pronta a dargli fiducia incondizionata per far scatenare la sua fantasia. Rino se cerchi un genietto in miniatura in grado di accendere partite e platea prendi Pasqualino!

domenica 11 maggio 2008

Il "nuovo Palermo"

a cura di,
Alessandro Castellese

Ormai è giunto il momento di tirare le somme, il momento in cui si deve mettere da parte la passione ed il tifo e guardare al futuro con occhi concreti, realisti e "da dirigenti".Appare chiaro un pò a tutti che le dichiarazioni del presidente secondo le quali, ci sarebbero state solo le tre cessioni illustri (amauri, barzagli e zaccardo ndr) ,non sono molto credibili. La squadra si trova al culmine di una situazione che va ormai avanti da più di un anno, verso la quale la tifoseria riserva sempre meno pazienza. Mi riferisco sopratutto ad alcuni giocatori che da mesi e mesi dovevano essere sulla via della ripresa e della maturazione, e che invece hanno continuato a fornire prestazioni per niente sufficienti o addirittura a volte inaccettabili; è un Palermo che deve essere profondamente rivisto. Tutto ciò sopratutto per due caratteristiche che mancano in diversi componenti della rosa, la costanza e la personalità. Se in difesa si dovrà per forza intervenire viste le partenze dei due campioni del mondo, non facendo troppo affidamento su giocatori rientranti da prestiti e comproprietà dal valore non molto eccelso ed adatto ad una piazza ed una classifica come quelle di Palermo, è il centrocampo che deve essere rifondato. Le uniche certezze sembrano essere Caserta, Migliaccio, Jankovic e l'assoluto bisogno di un regista di personalità, capace di concretizzare la manovra in pochi secondi e con pochi passaggi, senza la miriade di snervanti tocchi orizzontali ai quali ogni domenica il pubblico, dal vivo o davanti alla tv, ha dovuto assistere. E' proprio questo reparto che ha in se il maggior numero di giocatori che potrebbero partire, visto il rendimento che da troppo tempo non decolla forse anche perchè è proprio questa la loro valenza, vedi Simplicio (sopravvalutato), Bresciano (voglioso di cambiare aria già dalla scorsa estate) e Guana (anch'esso nettamente sopravvalutato). L'attacco potrebbe non essere da meno, visto che l'unica certezza è da due anni Carvalho de Oliveira Amauri, che nel corso di questa stagione è stato affiancato, a tratti, da Miccoli, il quale ha sicuramente dei colpi che possono decidere una partita, ma che è troppo soggetto a frequenti infortuni che non gli consentono di superare le 20-25 presenze stagionali;e da Cavani, che pur essendo classe '87 e dotato di grandissime potenzialità non ha ancora trovato quella famosa costanza di cui si parlava in precedenza. Insomma non è per niente da disfattisti credere che questa estate il Palermo dovrà notevolmente guardarsi attorno in cerca di elementi realmente in grado di far migliorare la squadra e non di "scommesse" che troppo spesso esplodono in piccole realtà, ma che poi davanti ad un contesto importante come Palermo, trovano forti difficoltà dal punto di vista del rendimento, fatto dovuto alla mancanza di una forte personalità, tratto fondamentale invece di nomi come Amauri e Migliaccio. E' dunque vero, il "nuovo Palermo" dovrà essere un nuovo Palermo.

martedì 6 maggio 2008

Valon Behrami


Valon Behrami è un centrocampista svizzero, classe ’85, che milita nelle file della Lazio. È cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Chiasso, per poi passare nel 2000 al Lugano. Ed è proprio con la maglia del Lugano che Behrami, una volta entrato a far parte nell'estate del 2002 della prima squadra, si è messo in luce. Dopo una sola stagione nella serie B elvetica, Behrami attira su di sé l'attenzione di club prestigiosi quali Liverpool, Inter, Chievo, Udinese e Genoa. Alla fine ad avere la meglio sono state proprio queste ultime due società che acquistano in comproprietà il cartellino. Behrami, non ancora pronto per provare l'avventura nella massima serie, passa al Genoa, dove milita nella stagione 2003/2004. L'anno successivo l'Udinese cede la propria metà del cartellino e Behrami approda a Verona, sponda Hellas, dove si mette in luce. Nell'estate 2005, l’elvetico conquista la Serie A, acquistato per metà dalla Lazio, conquistando subito la fiducia di tifosi ed addetti ai lavori. Nel gennaio 2006, nella sezione invernale del calciomercato, la Lazio ne acquisisce l'intero cartellino dal Genoa. Il 19 febbraio 2006 segna il suo primo gol in serie A al “Franchi” di Firenze in un match vinto dalla Lazio contro i viola con il risultato di 2-1. Esordisce in nazionale alla giovanissima età di 19 anni, contribuendo alla qualificazione ai Mondiali 2006 con un decisivo gol proprio all'esordio, nello spareggio contro la Turchia. Nella competizione iridata è però costretto da una pubalgia a rimanere in panchina, giocando solo 2 minuti nel match contro la Corea del Sud. Viene considerato una delle maggiori speranze del calcio europeo. E' un esterno destro ideale per il 4-4-2, avendo buona forza fisica e velocità. Si fa valere anche in fase offensiva grazie a un buon tiro. Nel 2007, dopo la cessione di Oddo al Milan, Behrami si adatta al ruolo di terzino destro, dimostrando di poter giocare in più ruoli mantenendo comunque alto il livello di rendimento. Rino se cerchi un interessante factotum della fascia destra chiama Lotito…

articolo a cura di,
Gianluca Rubino

domenica 4 maggio 2008

Renato Soares de Oliveira Augusto


Renato Soares de Oliveira Augusto, nato a Rio de Janeiro l'8 Febbraio 1988, è il nuovo Kakà del calcio carioca. Gioca nel ruolo di trequartista nel Flamengo, squadra in cui ha esordito due anni fa, conquistando la maglia da titolare in occasione della finale di Coppa del Brasile 2006. Fisico longilineo e grande velocità d'esecuzione,queste sono le principali doti fisiche di un giovane talento dotato di un dribbling di rara bellezza e di un piede fatato che disegna parabole impossibili, che non a caso è il sogno di molte big europee. L'astro nascente del calcio brasiliano ha un contratto che scade nel dicembre 2012 e una clausola rescissoria di 30 milioni di dollari,circa 20 milioni di euro. Anche il Palermo a gennaio si è interessato, presentandosi con un'offerta di 13 milioni di euro rifiutata dal club del presidente Marcio Braga. Il prezzo del cartellino è sicuramente elevato, ma vale la pena tentare di assicurarsi le prestazioni del talento carioca,specialmente durante questa estate in cui il Palermo viste le cessioni illustri avrà ancora più disponibilità economica in sede di mercato rispetto alle passate stagioni.Rino se cerchi un grande numero 10,fai una telefonatina a Marcio Braga...tra l'altro parte del nome è già una garanzia.

sabato 3 maggio 2008

Pablo Daniel Piatti


Pablo Daniel Piatti nasce a Ucacha il 31 marzo 1989.Cresciuto nell'Estudiantes esordisce nel finale del campionato argentino nel 2006.Dopo la rete decisiva nel recupero contro il Newell's Old Boys apparve già chiaro a tutti che quel diciassettenne era un talento fuori dal comune.Nel 2007 parte da titolare in una rosa comprendente anche l'ex inter e parma Juan Sebastian Veron,e della quale è allenatore un'altra vecchia conoscenza del calcio italiano, Diego Pablo Simeone.Attualmente sta guidando l'estudiantes in vetta al campionato di Clausura a suon di gol e di prestazioni degne di nota,caratterizzate quasi sempre da un unico comun denominatore,far impazzire gli avversari.Infatti Piatti è il classico attaccante brevilineo dotato di grandissima tecnica e rapidità,caratteristiche che ricordano un altro fuoriclasse argentino,Lionel Messi.Alto 1,63 fa del dribbling,della velocità e della tecnica le sue armi migliori,che gli permettono di compensare qualche carenza dal punto di vista fisico.Questo giovanissimo talento argentino potrebbe diventare il classico idolo del Barbera,quel giocatore che anche con un solo colpo di tacco fa infiammare uno stadio intero,ed in questa fase di rinascita e di cambiamento,il suo arrivo porterebbe un'ondata di quell'entusiasmo che tutto l'ambiente rosanero deve al più presto ritrovare.Rino se vuoi far impazzire il Barbera,vola in Argentina...

Simone Loria




Se si dovesse giudicare un difensore dal numero di gol messi a segno Simone Loria varrebbe più di Ferdinand e Cannavaro messi insieme.Infatti dal 1996 ad oggi ha messo a segno la bellezza di 31 reti,che per un difensore centrale rappresentano nel 99% dei casi un vero e proprio taboo.Nato a Torino il 28 Ottobre del 1976 dopo una decennale esperienza tra serie c2 e B nel 2004 approda finalmente in serie A dove con il cagliari è protagonista della storica annata della squadra rossoblù guidata da un grandissimo Gianfranco Zola.Passato all'Atalanta nel 2005 dopo un anno nella serie cadetta riapproda con i bergamaschi nella massima serie dove colleziona 25 presenze,mettendo a segno ben 5 gol.Nella stagione in corso come quasi sempre non ha disdegnato dal farsi notare anche nei tabellini dei marcatori,siglando ad oggi 4 reti.Difensore centrale dal gran fisico,più che leziosismi ed uscite palla al piede,fa della grinta della cattiveria agonistica il suo pezzo forte,alla quale va ad aggiungersi un'assoluta supremazia sui palloni aerei,che spesso lo porta appunto a siglare diversi gol su azione da calcio piazzato.Anche se non più giovanissimo rappresenta la classica figura del leader difensivo,figura che a Palermo servirebbe non poco,ed alla quale affiancare un giovane valido come Rinaudo o il neo acquisto danese Simon Kjaer.Rino se cerchi grinta,fisico e carisma,fai un salto a Siena...

Pavel Pogrebnyak


Pavel Pogrebnyak nasce a Mosca il 6 Novembre del 1983.Cresciuto nelle giovanili dello Spartak Mosca,dopo aver praticamente terminato la trafile giovanili del club,viene ceduto ad una modesta squadra di seconda divisione,il Baltika.Per due anni viene ceduto in prestito per poi tornare alla casa madre,rispettivamente al Khimi ed allo Shinnik Yaroslav.La svolta avviene nel corso del 2006 quando approda al Tom Tosk,dove collezione 26 presenze mettendo a segno 13 reti.Così dopo una buona annata viene acquistato per la non indifferente cifra di 8 milioni di euro dallo Zenit di San Pietroburgo.Le luci della ribalta lo investono durante la stagione in corso,visto il suo esploit in coppa Uefa dove ha condotto fino ad oggi lo Zenit verso la finale di Manchester mettendo a segno ben 10 reti,affiancando Luca Toni in vetta alla classifica marcatori.Primato che non potrà migliorare visto che durante la semifinale con il bayern è stato ammonito essendo già diffidato,e dovrà quindi saltare la finale contro i Rangers di Glasgow.Pogrebnyak sembra avere tutte le caratteristiche del centravanti moderno.Alto quasi 194cm oltre ad essere forte fisicamente ed abile nel gioco aereo, è dotato di una sorprendente agilità e rapidità che gli permettono di essere pericoloso anche con colpi non tipici per un calciatore della sua stazza. Rino teniamo un occhio verso oriente...

Zamparini: "Sabatini in scadenza, rinnovo? Vedremo..." In base a questi due anni di operato, vorresti ancora Sabatini come ds del Palermo?

contatore quanti e da dove