ARTICOLI DEL GIORNO

- Serie A 2010/2011: Il calendario del Palermo

PALERMO: ROSANERO SU HERNANES

LE PROBABILI FORMAZIONI

LE PROBABILI FORMAZIONI
Filo diretto con la gazzetta

I gol dei rosa con D'Agostino by Gladiator987: Atalanta-Palermo

Televideo Rai

sabato 8 novembre 2008

La preview di Torino-Palermo


Il Palermo torna a Torino nell’anticipo di Sabato: ad attenderlo ovviamente la squadra presieduta da Urbano Cairo, che nonostante una massiccia campagna di rafforzamento anche quest’anno non sta ottenendo i risultati previsti. Partita delicata per i granata che devono rosicchiare punti per risalire in classifica, ma anche per il Palermo, che ha bisogno di guadagnare punti e fiducia per affrontare lo scontro casalingo della settimana prossima con l’Inter con più tranquillità. Partita piena di ex prestigiosi col dente avvelenato e non: c’è Marco Pisano, che a Palermo ha lasciato brutti ricordi, così come Aimo Diana e un Simone Barone spesso in difficoltà nel gestire il loro rapporto rispettivamente con allenatori e pubblico; mentre ancora ricordato con affetto è colui che sarà sempre “Il Capitano” ovvero Eugenio Corini, che tuttavia non ci sarà perché infortunato; non da meno gli ex del Palermo: Hernàn Dellafiore e Cesare Bovo tornano in un campo che suscita per loro bei ricordi nonostante tutto, mentre tutt’altro che calorosa sarà l’accoglienza riservata a Federico Balzaretti, che col suo passaggio alla Juve non rese contenti i tifosi, per usare un eufemismo. Alla luce delle motivazioni delle squadre e di quelle dei tanti ex, aspettiamoci dunque una partita ricca di agonismo e perché no, anche spettacolare. Le notizie della vigilia:



Torino con tante defezioni importanti: oltre a Malonga, assente il roccioso difensore Natali (squalificato), il portierone Sereni, Corini, e i giovanissimi e pericolosissimi Abate e Rubin (squalificato). De Biasi ha intenzione di giocare con un centrocampo abbastanza rinforzato e ricco di quantità per mettere in difficoltà il Palermo, facendo ricorso ad 4-4-2 con esterni che hanno tra le proprie caratteristiche il contenimento piuttosto che la capacità di saltare l’uomo. Ma partiamo dal reparto arretrato: in porta Calderoni, centrali Pratali e Di Loreto, sulle fasce i due ex Pisano e Diana; a centrocampo ecco appunto la grande quantità di Barone e Dzemaili al centro, ma anche di Zanetti e Colombo sulle fasce; in avanti Stellone e soprattutto Nicola Amoruso, che ancora deve probabilmente trovare la sua vera dimensione in quel di Torino. Parte dalla panchina Rosina, così come Ogbonna, che alla vigilia era candidato ad una maglia da titolare, poi soffiatagli da Pratali, e Saumel che potrebbe tuttavia avere ancora possibilità nel caso in cui Zanetti non convincesse De Biasi.


Probabile Formazione - Calderoni; Pisano, Pratali, Di Loreto, Diana;Zanetti, Barone, Dzemaili, Colombo; Amoruso, Stellone.


Panchina - Fontana, Ogbonna, Franceschini, Saumel, Rosina, Bianchi, Abbruscato.


Indisponibili - Sereni, Natali, Corini, Rubin, Abate, Malonga.



Formazione obbligata per Ballardini, orfano di Amelia, Raggi e Capuano ancora fuori per problemi fisici e di Bresciano e Carrozzieri squalificati. In porta dunque ancora Fontana, con la buona notizia del ritorno di Bovo, che farà coppia con Kjaer al centro della difesa. Sulle fasce come al solito Cassani e un Balzaretti pronto a ricevere bordate di fischi. Al centro trio col rientrate Liverani affiancato da Migliaccio e Nocerino, che torna nella sua non esaltate posizione originale sulla destra. Leggermente più avanzato Simplicio, mentre ormai è superfluo dire che in attacco ci si affiderà ancora a Miccoli e Cavani.


Probabile Formazione - Fontana; Balzaretti, Bovo, Kjaer, Cassani; Migliaccio, Liverani, Nocerino; Simplicio; Miccoli, Cavani.


Panchina - Ujkani, Dellafiore, Tedesco, Guana, Ciaramitaro, Lanzafame, Budan.


Indisponibili - Amelia, Raggi, Capuano, Carrozzieri, Bresciano.

giovedì 6 novembre 2008

UEFA: Milan ed Udinese a punteggio pieno

Giornata di UEFA propizia per le due italiane impegnate (turno di riposo per la Samp), che al giro di boa hanno già raggiunto la fatidica quota 6 punti che vale la qualificazione. A far compagnia ad Udinese e Milan tra le squadre con la qualificazione oprmai in tasca ci sono solo il Galatasaray e il Saint Etienne, dominatrici di Gruppo B e G, oltre agli inglesi dell'Aston Villa e ai russi del CSKA Mosca. In generale sipuò dire che è stato un turno eccezionale per le inglesi, con la vittoria per 3-2 del Manchester City all'esordio nella fase a gironi contro il Twente e la rinascita del Tottenham, che dopo aver bloccato Arsenal e Liverpool in Premiership, ha distrutto la Dinamo Zagabria. Infine due segnalazioni riguardanti i gruppi delle italiane: clamoroso KO esterno del Siviglia che nel gruppo della Samp cade contro contro lo Standard Liegi (1-), mentre nel gruppo del Milan favoloso trionfo del Wolfsburg di , che travolge l'Heerenveen con un 5-1 che condanna gli olandesi, destinati ad essere la squadra materasso del girone. Nel dettaglio ora le partite delle due italiane impegnate stasera:

Spartak Mosca - Udinese 1-2
Grande vittoria esterna per l'Udinese, orfana di Di Natale, rimasto in Italia a riposare.Marino cambia due uomini rispetto alla formazione annunciata, consegnando le chiavi del centrocampo a Obodo (con D'Agostino in panchina) e schierando in attacco Quagliarella al posto di Floro Flores nel tridente completato da Pepe e Sanchez.
Nei primi minuti lo Spartak parte fortissimo: al 6' i locali scaldano le mani ad Handanovic con Bystrov, che approfitta di un errore in disimpegno della difesa friulana per entrare in area a calciare di destro in diagonale, costringendo il portiere sloveno alla respinta in corner. Due minuti dopo un inoffensivo traversone da destra di Bystrov si trasforma in un gran pericolo a causa di un errato disimpegno di Motta, che nel tentativo di allontanare tocca in maniera maldestra spedendo la palla sul palo.
Dopo la grande sofferenza iniziale, l'Udinese si fa coraggio e lascia subito il segno: all'11' cross dalla trequarti di Pasquale per Quagliarella, che appostato sul secondo palo tenta la difficile conclusione al volo di destro e centra il palo. Passa un minuto e l'attaccante napoletano fa centro: lancio di Pepe per Quagliarella, che con stoppa con un po' di fortuna fra due avversari spalle alla porta, si gira con gran rapidità e di destro batte Pletikosa.
Il vantaggio però dura poco: al 17' Pavlenko batte un corner corto per l'accorrente Rodriguez, che entra in area e calcia di sinistro battendo Handanovic, che riesce a toccare ma non a respingere. I friulani non stanno a guardare e al 19' Pepe si mangia un gol grande come una casa: smarcato davanti al portiere da un gran lancio di Sanchez, spreca tutto calciando addosso a Pletikosa. La partita si mantiene bella ed equilibrata, condotta a gran ritmo da entrambe le squadre: l'Udinese abbassa la linea difensiva e mantiene un atteggiamento più prudente, confidando come al solito sulla sua arma più micidiale: il contropiede, guidato a Mosca dai vivacissimi Pepe ed "El Nino Maraviglia" Sanchez, bravi a sacrificarsi in copertura specie ad inizio secondo tempo.
I padroni di casa faticano a trovare spazi e al 60' lasciano tutto solo Pepe al centro dell'area; Jiranek interviene da dietro e abbatte l'attaccante bianconero. Dal dischetto Quagliarella spiazza Pletikosa.
Ottenuto di nuovo il vantaggio, Marino toglie il rientrante Obodo, chiaramente affaticato, e inserisce D'Agostino. Laudrup dal canto suo manda in campo l'argentino Maidana, che si piazza sulla destra e dà maggiore vivacità alla manovra dello Spartak. La squadra di Laudrup preme con sempre maggiore insistenza, approfittando di un'Udinese troppo bassa e incapace di alzare il baricentro, ma insiste troppo con le conclusioni da fuori area, fuori misura. Quando si riesce a centrare la porta ci pensa Handanovic, in gran giornata, a salvare i friulani, come al 72', quando blocca a terra una conclusione da distanza ravvicinata di Bazhenov. Al 75' è il palo a dare una mano all'Udinese sul tiro da fuori di Bystrov. Nel finale Marino si copre ulteriormente, con l'ingresso di Ferronetti al posto di Pepe. L'espulsione (doppia ammonizione) di Pasquale a 4 minuti dal termine complica un po' le cose ai bianconeri, schiacciati nella propria area e in sofferenza nel finale. Alla fine però l'11 friulano resiste e porta a casa 3 punti che valgono oro.

Milan - Sporting Braga 1-0
Fa fatica a segnare il Milan contro un Braga decisamente organizzato in difesa e ostico da affrontare. Ancelotti sconvolge tutti andando col tridente Pato-Sheva-Inzaghi per assaltare subito l'area portoghese: difatti, tre attaccanti nei primi sette minuti di gioco furoreggiano nella trequarti portoghese, sfiorando il gol. Dapprima diagonale d'Inzaghi che sfiora il palo opposto; segue Sheva che sfiora il sette con una bordata di destro, infine Pato obbliga Eduardo alla grande parata. Dopo aver subito un caloroso benvenuto dai rossoneri però la squadra allenata da Jorge Jesus è veloce nella ripartenza e punta il settore destro della difesa rossonera, mettendo a dura prova a Antonini e Philippe Senderos, all'esordio dopo mille problemi. Lo svizzero cicca subito non intuendo un passaggio filtrante di Peixoto per Meyong che scarica sull'esterno della rete. E' il 6', tre minuti prima del bolide di Peixoto che inganna l'elvetico, ma sbaglia mira. Lo Sporting vuole dimostrare che la sua non è solo una risposta di circostanza e continua ad attaccare: Luis Aguiar a sinistra e Vandinho a destra sono una furia e puntualmente saltano il centrocampo milanista, pronti a puntare verso Dida. La retroguardia rossonera poi subisce la vivacità di Peixoto, che al 29' si trova a tu per tu con Dida che compie una parata sorprendente, un vero miracolo.
Il Milan, nonostante l'ottimo lavoro di Gattuso in mezzo, non riesce ad offrire supporto agli attaccanti, che devono fare da soli. Pato sembra in serata buona, gestisce bene la palla, ma sbaglia sempre mira. Sheva ci prova al 32' conquistando la sfera nella trequarti portoghese, ma anche lui difetta in precisione. Lo Sporting si rifà vivo al 39': Bella, bellissima l'azione di Renteria, abile a servire Meyong che si catapulta verso Dida in scivolata, mancando il contatto con la palla. Prima di chiudere il primo tempo il Milan ci riprova ma la schiacciata di testa di Inzaghi al 40' supera di poco la traversa.
Dopo il riposo Ancelotti mantiene la stessa formazione; Jesus invece cambia Meyong con Paulo Cesar. Il senso della gara però non cambia. Il Milan attacca, ma con insostenibile monotonia. A quel punto il tecnico rossonero decide di provare a cambiare la partita con la ricca panchina a disposizione: dentro Ronaldinho al 64' e Seedorf al 68'. Proprio l'olandese al 77' impensierisce il Braga con una bella azione personale: solo una deviazione in angolo gli proibisce di concludere a rete. Lo Sporting non subisce il cambio di ritmo del Milan e all'83' ci riprova con Renteria. La partita sembra trascinarsi verso il pari ma al 93' Ronaldinho con un potente tiro di collo pieno gela il portiere Eduardo e consente al Milan di strappare i 3 punti. Ennesima dimostrazione che dove non arriva il gruppo arrivano i campioni a risolvere le partite.

Champions: che vittorie per Juve e Roma!


180' minuti alla conclusione della fase a gironi, primi verdetti ufficiali alla fine di una due giorni di Champions dolce e amara per le italiane. Gli exploit di Juve e Roma hanno certamente impressionato l'Europa, così come Inter e Fiorentina invece non si sono rivelate all'altezza del compito assegnatogli, ovvero battere l'Anorthosis per chiudere il discorso qualificazione e battere un sospetto Bayern Monaco (decisamente lontano dall'essere ancora una squadra convincente) per riaprire una situazione in bilico. Andiamo a vedere la situazione girone per girone:

Girone A scosso dalla vittoria della Roma, che ora deve solo battere il Bordeaux in casa: i francesi hanno conquistando altri 3 punti in casa del Cluj, che con la doppia sconfitta di terza e quarta giornata ha decisamente dato un calcio al secchio del latte perdendo la storica opportunità di qualificarsi. A differenza dei giallorossi, la squadra di Blanc e quella di Trombetta devono ancora affrontare il Chelsea, che difficilmente abbandonerà altri punti per strada.
Roma - Chelsea 3-1 (34' Panucci, 48' e 52' Vucinic; 75' Terry)
CFR Cluj - Bordeaux 1-2 (9' Dani; 6' Gourcuff, 38' Wendel)
Classifica - Chelsea 7, Roma 6, Bordeaux 6, CFR Cluj 4.

Nel Girone B come detto occasione sprecata per l'Inter, che avrà ampiamente occasione di rifarsi. E' bagarre invece per il secondo posto, con Anorthosis, Panathinaikos e Werder nello spazio di pochi punti. Difficile fare previsioni: i tedeschi hanno sicuramente un lignaggio superiore alle contendenti, di minor spessore europeo, ma hanno deluso; il Pana è in ripresa; l'Anorthosis sembra la più continua delle tre, ma reggerà?
Anorthosis Famagosta - Inter 3-3 (31' Bardon, 45' Panagi, 50' Frousus; 13' Balotelli, 44' Materazzi, 80 Cruz)
Werder Brema - Panthinaikos 0-3 (58' Mantzios, 70' Karagounis, 83 Tziolis)
Classifica - Inter 8, Anorthosis Famagosta 5, Panathinaikos 4, Werder Brema 3.

Girone C già chiuso, con Barcellona primo in scioltezza e Sporting che ha bruciato lo Shaktar nel doppio scontro diretto con due trionfi di misura. Ora si gioca per il primo posto, che il Barça però non dovrebbe perdere, e per il terzo che vale la UEFA, con il Basilea che potrebbe fare lo scherzetto allo Shaktar in crisi.
Barcellona - Basilea 1-1 (62' Messi; 82' Derdiyok)
Sporting Lisbona - Shaktar Donetsk 1-0 (73' Derlei)
Classifica - Barcellona 10, Sporting Lisbona 9, Shaktar Donetsk 3, Basilea 1.

Nel Girone D Liverpool e Atletico Madrid continuano a proseguire a braccetto in testa alla classifica. Il PSV perde l'opportunità di avvicinarsi venendo stritolato dal Marsiglia in casa: con gli olandesi che frenano il passo, anche in questo girone ormai si gioca per primo e terzo posto.
Liverpool - Atletico Madrid 1-1 (90' rigore di Gerrard; 37 Maxi Rodriguez)
Olympique Marsiglia - PSV Eindhoven 3-0 (30' Bakari Kone, 63' e 71' Niang)
Classifica - Liverpool 8, Atletico Madrid 8, Olympique Marsiglia 3, PSV Eindhoven 3.

Qualificazione raggiunta nel Girone E per Villareal e Machester United, ma Celtic e Aalborg hanno almeno salvato l'onere raccogliendo due pareggi di prestigio in questa giornata. Ora occhi puntati sugli scontri diretti che decideranno le posizioni finali del girone. Il Villareal si gioca un'occasione importante in casa.
Aalborg BK - Villareal 2-2 (54' Curth, 81' Due; 41' Giuseppe Rossi, 75' Franco)
Celtic Glasgow - Manchester United 1-1 (13' McDonald; 84' Giggs)
Classifica - Manchester United 8, Villareal 8, Celtic Glasgow 2, Aalborg BK 2.

Nel Girone F Fiorentina ormai con l'acqua alla gola dopo l'occasione mancata oggi in vantaggio sul Bayern: i viola ora devono vincere sempre e sperare in qualche risultato favorevole. Difficile per una squarda che non ha ancora vinto dal suo ritorno alla massima competizione europea per club. Le due big del girone non dovrebbero quindi rischiare troppo.
Fiorentina - Bayern Monaco 1-1 (11' Mutu; 78' Borowski)
Olympique Lione - Steaua Bucarest 2-0 (44' Juninho, 89 Reveillere)
Classifica - Bayern Monaco 8, Olympique Lione 8, Fiorentina 3, Steaua Bucarest 1.

Girone G più equilibrato di quanto si pensi. Finalmente il Fenerbahce s'è svegliato bloccando l'Arsenal, mentre il Porto ha rimediato agli errori della scorsa giornata andando a vincere all'ultimo minuto una gara incredibile a Kiev. La Dynamo è ora spacciata, considerato che l'aspetta la trasferta a Londra e che, se gli uomini di Wenger dovessero conquistare la qualificazione anticipata, a quel punto si presenterebbero all'ultima giornata contro il Porto con poco da chiedere al loro girone...
Arsenal - Fenerbahce 0-0
Dynamo Kiev - Porto 1-2 (21' Milevsky; 67' Rolando, 90' Lucho Gonzalez)
Classifica - Arsenal 8, Porto 6, Dynamo Kiev 5, Fenerbahce 2.

Il Girone H ha un grande protagonista: Alex Del Piero. L'ex Godot ha semplicemente estasiato il pubblico del Bernabeu, segnando un doppietta, lui che non aveva mai segnato nel tempio del calcio madridista. Casillas di sicuro non dimenticherà mai più i suoi tiri a giro, incubo del doppio scontro diretto per l'eroe della Spagna campione d'Europa. Juve trascinata dal suo capitano di forza nella storia, con la vittoria al Bernabeu dopo 40 anni di delusioni e per sovramercato anche il primato nel girone ormai in cassaforte. Chapeau.
Real Madrid - Juventus 0-2 (17' e 67' Del Piero)
BATE Borisov- Zenit San Pietroburgo 0-2 (34' Progrebnyak, 90' Danni)
Classifica - Juventus 10, Real Madrid 6, Zenit San Pietroburgo 4, BATE Borisov 2.

mercoledì 5 novembre 2008

E' nata una stella: ecco a voi Nikola Kalinic


L’Hajduk Spalato ha il centravanti under 21 con la migliore media-gol a livello europeo: Nikola Kalinic, passaporto croato, ha realizzato 27 reti in 38 partite di campionato. E’ stato vicecapocannoniere nella scorsa stagione con 17 gol in 25 giornate e si sta ripetendo in questa prima parte del torneo: 10 gol in 13 gare, il terzo posto in classifica con l’Hajduk, a tre punti di distacco dalla Dinamo Zagabria. Kalinic è uno degli obiettivi del Palermo per il mercato di gennaio: Maurizio Zamparini è pronto a investire su questo attaccante che in Croazia hanno accostato a Davor Suker. Ha un fisico massiccio (è alto un metro e 87 per 84 chili), ma è anche rapido e agile negli spazi stretti: segna con straordinaria regolarità, è forte di testa, sfugge in progressione agli avversari, ha un destro potente e calibrato, in area di rigore si esalta.

PEZZO PREGIATO - Il Palermo lo pedina da tempo: il croato piace molto al diesse Walter Sabatini, alla ricerca di un centravanti che possa finalmente corprire il vuoto lasciato da Amauri. Ma Kalinic viene seguito anche da parecchi club inglesi: si è mosso il Chelsea, si è fatto avanti l’Arsenal. Può partire già durante il mercato invernale. Il suo cartellino vale dieci milioni di euro. Una somma mai incassata dall’Hajduk Spalato, che vanta comunque una tradizione importante in materia di giocatori di valore. In passato ha aperto la strada a diversi protagonisti: da Ivica Suriak a Zlatko Vujovic, da Aljosa Asanovic a Milan Rapajc, da Alen Boksic a Dado Prso. Slaven Bilic è il commissario tecnico della Croazia e ha convocato Kalinic agli Europei in Svizzera e Austria. Gli ha fatto indossare per la prima volta la maglia della nazionale lo scorso 24 maggio in occasione dell’amichevole vinta (1-0) contro la Moldova. E gli ha poi regalato la vetrina degli Europei mandandolo in campo al posto di Klasnic durante la sfida con la Polonia (1-0). Bilic è stato un difensore di grande temperamento e ha avuto come compagni nella Croazia due centravanti del calibro di Davor Suker (114 gol in Spagna con il Siviglia e il Real Madrid) e Alen Boksic: il primo trascinò la Croazia al terzo posto nel mondiale del 1998 in Francia e sfiorò nello stesso anno la conquista del Pallone d’oro; il secondo ha conquistato la Coppa dei Campioni con il Marsiglia e ha messo poi in bacheca diversi trofei con la Lazio di Sergio Cragnotti e la Juventus. «Kalinic è il futuro del calcio croato», ha dichiarato il ct Bilic. L’Hajduk è in lotta per lo scudetto: non riesce a vincerlo dal 2005. La squadra è allenata da Robert Jarni, ex terzino di fascia sinistra della Juve e del Torino: ha sostituito il dimissionario Sergio Kresic nella scorsa stagione. L’Hajduk è stato trascinato finora da Kalinic, in grado di fare spesso la differenza: un gol al Varteks, un altro al Rijeka, una tripletta allo Slaven, una rete all’Osijek, due all’Inter Z. e due al Cibalia.

CLASSE 1988 - E’ nato a Salona, comune della Dalmazia, il 5 gennaio 1988. Ha cominciato a giocare nel club della sua piccola cittadina, prima di legarsi all’Hajduk Spalato. Nel 2005 è stato ceduto in prestito al Pula: ha esordito nella serie A croata proprio contro l’Hajduk, il 19 novembre del 2005. Il primo gol l’ha segnato nel Pula: era il 23 settembre 2006, 2-0 al Kamen Ingrad. Il tecnico del Pula era Krunoslav Jurcic, che rimase colpito dalle doti di questo centravanti. Dodici partite e tre reti con la maglia del Pula. Poi l’attaccante ha continuato a fare esperienza nel Sibenik: otto presenze e quattro reti. Dal 2006 gioca titolare nell’Hajduk. Con la squadra biancazzurra ha debuttato contro il Cibalia. Ha realizzato diciassette gol nello scorso torneo, piazzandosi alle spalle di Zelimir Terkes, classe ’81, ventuno reti con lo Zadar. Otto centri, invece, nella Coppa Croazia. Una carriera da protagonista, partendo dalle giovanili dell’Hajduk Spalato. Sedici reti (in venti partite) nella Croazia under 17, altre undici (in dodici gare) nell’under 19, tre gol in altrettante presenze nell’under 21. Ora il Palermo sta provando a portare Kalinic in Italia.

Serie A, potere ai piccoletti!


Nella decima giornata si vola bassi in altezza, ma si vola davvero. E allora ecco che molte reti arrivano dai piccoletti, quelli che sui campi di basket neanche li fanno entrare, ma con i piedi ci sanno fare sul serio. Prendete uno come Miccoli: 1,68 di talento esplosivo. Quest'anno l'ha già messa dentro 6 volte, a dispetto di tanti difensori più alti. Nell'anticipo di sabato a Reggio Calabria un marcatore salta all'occhio, nonostante l'altezza. Basso, certo, ma anche bravo. E con i suoi 168 centimetri Franco Brienza è abituato a sgusciare ai difensori. Lo fa da sempre e neanche quelli dell'Inter sono riusciti a fermarlo. Anzi sarebbe più corretto dire che nessuno è riuscito a "prendergli le misure". Come Pasquale Foggia che domenica all'Olimpico contro il Catania ha trovato la seconda realizzazione del campionato. Tra gli altri "micro-goleador" di giornata ricordiamo Cordoba, che con i suoi 173 centimetri ha messo ko la Reggina, e Bellucci, anch'egli 173 centimetri, il quale con un fantastico colpo di tacco ha mandato in visibilio "Marassi".

lunedì 3 novembre 2008

All'anagrafe Simon Kjaer: ecco a voi "U Biunnu"


Quando nel Febbraio di quest’anno Rino Foschi con un blitz in Danimarca ufficializzò l’arrivo per la stagione successiva di Simon Kjaer, per diversi motivi nessuno cadde dalla poltrona per lo stupore: per prima cosa, il Palermo doveva far fronte ad una situazione al tempo drammatica, con una squadra estremamente discontinua nei risultati e ormai anche nella guida tecnica; inoltre, il “colpo-Kjaer” era un acquisto in prospettiva e nessuno avrebbe pensato che il giovane fosse già pronto per il nostro campionato; infine, molti erano i dubbi su un idillio inedito,quello tra il Palermo, squadra del sud più profondo, e un giovane stangone nordico, classico stereotipo dello scandinavo capellibiondiocchiazzurri, un po’ somigliante a Martin Laursen con qualche anno in meno sul groppone.
Eppure, il pedigree del giovane danese era tutt’altro che malvagio: per uno strano scherzo del destino Simon nacque il 26 Marzo 1989 a Forsvar, cittadina che forse dirà poco a chi non ha un dizionario danese-italiano a portata di mano. Con un po’ di fortuna, procuratovi questo dizionario, potreste scoprire che Forsvar in italiano si traduce “difesa”: più destino di così…
Simon, forse consapevole che il suo futuro era già stato scritto, si diede dunque al calcio occupando naturalmente il ruolo di difensore centrale e ben presto grazie al suo talento riuscì a conquistarsi le attenzioni del FC Midtjylland, club con sede ad Herning, a pochi chilometri da casa Kjaer: una società giovane, fondata l’1 Luglio 1999 dalla fusione tra l'Ikast FS e l'Herning Fremad, fino all’arrivo di Simon famosa solo per aver scoperto il talentino algerino Mohamed Zidan (oggi al Borussia Dortmund) e per un secondo posto ottenuto nella Superligaen, miglior piazzamento nella breve storia del club.
Con il giovane club danese, Simon si fece notare a livello nazionale ma anche a livello internazionale, diventando il capitano dell’Under19 danese e venendo annoverato tra i migliori prospetti europei nel suo ruolo. Magica in particolare l’ultima annata al Midtjylland con l’esordio nel massimo campionato danese (21 presenze) e il gol all’edizione 2008 del Torneo di Viareggio: è proprio in questa competizione che Kjaer si fece notare, attirando le attenzioni del Liverpool, società attenta sul mercato continentale (basti vedere gli acquisti di difensori come Agger e Skrtl), e naturalmente del Palermo.
Portato a Palermo da Foschi, e per fortuna non eliminato come altri progetti dell’ex DS, Simon in quest’inizio di stagione ha dovuto aspettare a lungo la sua chance, mentre riserve più quotate del giovane non brillavano al momento di esser chiamate in causa: con calma nordica, il ragazzo, sempre elogiato sia da Colantuono che da Ballardini, non si è perso d’animo e ha aspettato la sua occasione lavorando senza sosta, nonostante incidenti di percorso fastidiosi e frustranti (vesciche al piede). Contro la Fiorentina finalmente l’esordio, nella quale ha lasciato trasparire pochissime emozioni ma ha evidenziato una personalità non indifferente. L’incertezza e l’emozione hanno poi preso il sopravvento a Lecce dove, pur giocando una partita da sufficienza, è stato evidentemente colpevole nell’occasione del gol giallorosso. Ma ancora, con gran tenacia, il nordico non s’è perso d’animo e ha avuto un’altra occasione.
Dopo la partita di oggi Simon, da qualche settimana ribattezzato "U Biunnu", ha conquistato il Barbera: veloce nonostante la stazza, lunghe leve che gli permettono di giocare d’anticipo in maniera sublime, naturalmente forte di testa e perfetto ad inserirsi sui calci piazzati. E’ arrivato il primo gol in Serie A, ma è soprattutto arrivata una prestazione al di sopra di ogni sospetto e priva di sbavature, che ha fatto intravedere il suo enorme potenziale. Il futuro come nuovo ministro della difesa rosanero è suo, è scritto nel suo destino…perché a Palermo uno che è nato in un posto che si chiama “difesa” fa sempre comodo.

Palermo - Chievo: le pagelle del popolo


Fontana 6,5: "Jimmy" alla seconda partita consecutiva da titolare dimostra ancora una volta di essere un grande numero uno. Sicuro nelle uscite aeree, si fa apprezzare per l'esplosività e l'agilità. Fondamentale l'interventu del primo tempo su Pellissier quando, prima con l'aiuto del palo e poi grazie ad un intervento alla "kamikadze". Riesce ad ogni prestazione a far crescere la stima della tifoseria nei suoi confronti. Intramontabile.


Cassani 6: Il terzino rosanero gioca una partita semplice e senza acuti. Sicuro in fase difensiva limita le sortite offensive al fine di poter controllare da vicino Pellissier che in più di un'occasione ha spostato il suo raggio d'azione sulla sinistra.


Carrozzieri 6,5: Il centrale rosanero si disimpegna ottimamente come al solito ma alle puntuali giocate difensive alterna interventi che gli costano facili ammonizioni. Diffidato, si fa ammonire nel secondo tempo, salterà quindi la sfida di Torino. Monopolizza il gioco aereo giganteggiando in più di un'occasione. Se alleggerirà il suo bagaglio di cartellini potrà diventare ancor più determinante.


Dellafiore s.v: prende il posto di Carrozzieri nel finale.


Kjaer 8: Chi è bravo deve giocare, sia che abbia raggiunto gli sgoccioli della carriera, sia quando non abbia ancora preso la maturità. Il giovanissimo difensore rosanero ne è la prova vivente. Alla seconda presenza da titolare consecutiva, Kjaer dimostra di essere provvisto di un talento cristallino e fuori dal comune. gioca con autorià ed eleganza accanto a Carrozzieri e si rende pericoloso in occasione di tre corner. Guadagna un calcio di rigore e mette a segno la sua prima rete in campionato. E' già un beneamino della folla. Sorprendente.


Balzaretti 6: L'ex terzino della Juventus dimostra di essere in crescita dal punto di vista atletico. Alterna belle discese sulla fascia a puntuali chiusure difendive, nonostante un avvio non proprio perfetto. Fa preoccupare pubblico e parenti in occasione dello scontro aereo con pellissier nel corso del primo tempo.


Nocerino 7: Finalmente Nocerino torna ad essere Nocerino. Il centrocampista campano è onnipresente. Puntuale nelle chiusure nella zona mediana del campo, il giovane centrocampista azzurro riesce a proteggere la difesa ed a far ripartire l'azione. Corre e lotta per tuta la partita dimostrando di essere un centrocampista completo. Ritrovato.


Migliaccio 7: Riesce ancora una volta a raccogliere gli applausi del Barbera prima ancora del fischio finale. Vince diversi duelli aerei e lotta come un leone anche a pochi secondi dal fischio di chiusura dell'incontro. Il suo apporto a questa squadra è fondamentale, dentro e fuori dal campo, ed ogi, ancora una volta, lo ha ampiamente dimostrato.


Bresciano 5,5: L'australiano riesce a macchiare con un'evitabilissima espulsione una prova positiva. Aiuta i compagni a ripartire in velocità sopratutto nel primo tempo. Rischia il rosso diretto per un'entrata su Bentivoglio e nonostante il rischio corso riesce a giocare solo due minuti della ripresa. Salterà il match di Torino.


Simplicio 6: Il trequartista brasiliano continua ad inanellare prestazioni positive. Riesce in più di un'occasione a far ripartire rapidamente i suoi grazie al solito cambio di passo. Puntuale nelle chiusure e preciso nei suggerimenti per le punte. Prezioso.


Tedesco s.v: Gioca pochi secondi nel finale. Acclamato dalla curva in più di un'occasione, riesce a collezionare un'altra presenza in rosanero.


Miccoli 7: Il numero dieci rosanero dimostra di essere in crescita dal punto di vista fisico. Realizza con freddezza il rigore del vantaggio e serve splendidamente Cavani in occasione del gol del 3 a 0. Elegante nelle movenze e preciso nei tocchi, la punta salentina, al sesto sigilli stagionale, dimostra ancora una volta di essere fondamentale per gli equilibri della formazione rosanero.


Budan s.v: Prende il posto di Miccoli nel finale. Pressa con insistenza i difensori clivensi non riuscendo a toccare palloni importanti. Una presenza in campionato che gli consente di fare un altro passo verso il pieno recupero.


Cavani 6,5: Il pubblico palermitano non riesce a capire se i suoi errori sotto porta siano dovuti alla stanchezza per i chilometri macinati durante l'incontro o per troppa frenesia ed imprecisione. In ogni caso il giovane uruguayano dimostra ancora una volta di essere prezioso ed indubbiamente dedito al sacrificio. Pressa glio avversari quasi a tutto campo riuscendo a realizzare il quarto centro stagionale. Poteva anche firmare una tripletta, ma va bene così.

sabato 1 novembre 2008

La preview di Palermo-Chievo

Torna a casa il Palermo per disputare un match di vitale importanza: dopo 14 giorni da incubo, prima per cause che hanno decisamente penalizzato più per dovuto la squadra (Catania e Fiorentina), poi per l’orribile prova dal punto di vista tecnico e tattico a Lecce dove poteva anche finire nel peggiore dei modi, è ora importante per i rosanero accumulare 3 punti che sulla carta dovrebbero essere accumulabili contro il neopromosso Chievo. Sulla carta,appunto: conosciamo le deficienze rosanero quando non sono di fronte alle partite di cartello, dunque è bene guardare all’impegno di domani con occhio vigile e pronto alle sorprese….sperando che comunque gli uomini di Ballardini riescano a raccogliere le forze e ad uscire fuori da un tunnel che ogni giorno che passa diventa sempre più profondo. Le ultime notizie in vista dell’impegno di domani:


Ballardini deve ancora fare a meno di Amelia e Bovo: del portiere ad essere onesti in settimana s’è parlato più per le voci di mercato che per i suoi impegni presso i fisioterapisti rosanero (e questo sicuramente non è un buon segno), mentre per Bovo ogni giorno che passa si hanno notizie sempre più incoraggianti, vedasi i maggiori cariche, anche con la palla, cui è stato sottoposto negli ultimi giorni. Tuttavia, il Palermo dovrà fare ancora a meno di lui. Out anche Capuano, ma sinceramente non riteniamo l’assenza del laterale sinistro come una fonte di preoccupazione per Ballardini, nonostante il discutibile rendimento di Balzaretti. Ben più pesante è l’assenza di Fabio Liverani in mezzo, che costringerà il ravennate a reinventarsi il centrocampo. La formazione dovrebbe dunque prevedere Fontana in porta, Cassani e Balzaretti terzini, Carrozzieri e Dellafiore, in vantaggio sul giovane Kjaer, centrali di difesa; a centrocampo Migliaccio, Bresciano e Nocerino, che presumibilmente dovrebbe agire da regista; infine Simplicio rifinitore con Miccoli e Cavani davanti.

Probabile Formazione - Fontana; Cassani, Carrozzieri, Dellafiore, Balzaretti; Migliaccio, Nocerino, Bresciano; Simplicio; Miccoli, Cavani.

Panchina - Ujkani, Raggi, Kjaer, Tedesco, Guana, Lanzafame, Budan.

Indisponibili - Amelia, Bovo, Liverani, Capuano.


L’ex rosanero Iachini si presenta a Palermo senza elementi importanti come Langella e Italiano, indisponibili così come Malagò e Farias (solo omonimo dell’Ernesto che non riuscì ad entrare nei nostri cuori e in quelli di Guidolin). Modulo speculare a quello rosanero, un 4-3-1-2 che vede Sorrentino in porta, da sinistra verso destra Mantovani, Yepes, Mandelli e Frey; a centrocampo grande libertà d’azione avrà Pinzi, che ha recuperato dai problemi fisici che l’hanno tormentato in settimana, spalleggiato da Bentivoglio e da Luciano, che si gioca il posto con Patrascu; leggermente più avanzato Marcolini, fulcro del gioco gialloblù, che agirà dietro la coppia Pellissier-Bogdani. Curiosità: va in panchina Kerlon, ex-Cruzeiro soprannominato Foquinha in brasile per la sua gran capacità di far la foca con la palla (per i novizi, “fare la foca” significa portar avanti la palla con la testa). Fresco d’esordio nel campionato italiano (Chievo-Lazio di mercoledì scorso), potrebbe giocare la sua seconda partita domani: la curiosità è tanta.

Probabile Formazione - Sorrentino; Frey, Yepes, Mandelli, Mantovani; Bentivoglio, Pinzi, Patrascu; Marcolini; Pellissier, Bogdani.
Panchina - Squizzi, D'Anna, Cesar, Patrascu, Scardina, Esposito, Kerlon.

Indisponibili - Langella, Italiano, Malagò, Farias.

Zamparini: "Sabatini in scadenza, rinnovo? Vedremo..." In base a questi due anni di operato, vorresti ancora Sabatini come ds del Palermo?

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